“Ferrara storia”, il fascismo e la Resistenza

Alcuni abstract di articoli, tratti dalla rivista “Ferrara storia”, riguardanti il periodo del fascismo e della Resistenza. La rivista è presente, oltre che nel nostro museo, anche nella biblioteca dei Musei Civici di Arte Antica, Palazzo Bonacossi, via Cisterna del Follo, 5.

Bottai politico della scuola – Anita Gramigna
(“Ferrara storia”, anno I, numero 1, gennaio-febbraio 1996)
Nel 1926 Bottai viene nominato, a soli trent’anni, Sottosegretario al Ministero delle Corporazioni. Tre anni dopo diventa Ministro delle Corporazioni, carica che conserverà fino al 1932. Proprio nel ’29, Bottai è il protagonista di un convegno di studio che si tiene a Ferrara: la città estense rappresenterà dunque tanto la sua apoteosi quanto la sua (momentanea) “sconfitta” professionale.
Nel 1936 accetterà con molta soddisfazione l’incarico di Ministro dell’Educazione Nazionale, incarico che gli permetterà di redigere la “Carta della Scuola” e di tentare un superamento della riforma gentiliana.

Amerigo Ferrari – Lucio Scardino
(“Ferrara storia”, anno I, numero 2, marzo-aprile 1996)
Solo nel 1995, grazie a due pubblicazioni, è stata rivalutata la figura del cartellonista ferrarese Amerigo Ferrari. Nato nel1889 aSan Paolo (Brasile), tornò bambino in Italia (i genitori erano emigrati in Sudamerica), e per diversi anni viaggiò sia in Italia (importante per la sua attività fu soprattutto il soggiorno a Milano), sia in America, per poi rientrare a Ferrara.
Nella città estense nel 1920 aderì alla grandiosa “Esposizione d’Arte Ferrarese” e nel 1923 allestì la sua prima personale, molto apprezzata dalla critica. Divenne così il miglior cartellonista operante a Ferrara.

Dissidenza a Bondeno – Davide Mantovani
(“Ferrara storia”, anno I, numero 2, marzo-aprile 1996)
I momenti di reale crisi del fascismo, a parte alcune “fronde” e alcuni “revisionismi”, non furono molti. Tra questi, comunque importanti, uno in particolare merita attenzione: quello riguardante consistenti e diffusi gruppi di fascisti autonomi che ebbero il loro epicentro nella provincia di Ferrara.
A tal proposito, uno dei periodi più travagliati del regime fascista fu quello della dissidenza di questi “autonomi” ferraresi (tra i quali Olao Gaggioli, fondatore del primo fascio ferrarese, e Barbato Gattelli, primo deputato fascista) nei confronti di Italo Balbo e del suo appoggio assoluto alle politiche anti-proletarie degli agrari ferraresi. Questa fronda interna arrivò a fondare un fascio autonomo dopo esser stata espulsa dal partito.

L’“Affaire Ghisellini” – Delfina Tromboni
(“Ferrara storia”, anno I, numero 3, maggio-giugno 1996)
L’affaire Ghisellini rappresenta senza dubbio uno dei nodi storiografici fondamentali della Resistenza ferrarese e non solo.
Risulta comunque ancora tutta da valutare con certezza quale sia la matrice, se partigiana o fascista. Di sicuro, si è appurata l’estraneità di Carlo Govoni, giovane fascista della cerchia di Ghisellini. Anche alla luce di alcuni ritrovamenti documentari recenti, sembra più plausibile la pista della paternità partigiana dell’assassinio. Ad esempio, risulta interessante il ritrovamento di una manifestino firmato “Partito d’Azione Antifascista” che rivendica l’attentato in questione, pur non dando una certezza assoluta sull’accaduto.

Per Giorgio Bassani – L.D.M.
(“Ferrara storia”, anno I, numero 3, maggio-giugno 1996)
È sicuramente paradossale il fatto che Ferrara enfatizzi sui campi di tennis sui quali avrebbe giocato in gioventù Giorgio Bassani, e invece non gli abbia ancora dedicato una casa-museo.
Riconoscimento, questo, che molte città – italiane ed europee – danno a propri concittadini che hanno spiccato nel campo dell’arte, della letteratura o della musica. Vista, dunque, la rilevanza internazionale dello scrittore estense e l’apporto fondamentale che lo stesso ha dato, nelle sue opere, alla conoscenza di Ferrara, dovrebbe essere scontata la valorizzazione della sua abitazione giovanile, adibendola appunto a museo. 

Squadristi ferraresi dell’ultima ora – Andrea Rossi
(“Ferrara storia”, anno I, numero 4, luglio-agosto-settembre 1996)
Nella realtà ferrarese, i poteri forti, i potentati economici locali hanno la meglio sullo squadrismo spontaneista del 1944. È per questo motivo che, nel luglio dello stesso anno, sono in pochi a Ferrara a rispondere positivamente alla creazione delle “Brigate Nere” da parte di Alessandro Pavolini.
Si ripercorre dunque la storia di queste scarne e disperate brigate, dalla compagnia mobile “Giorgi” (più nota come gruppo dei Tupin), alle “Compagnie della morte”, fino alla brigata Ghisellini, creata in nome del commissario estense del PFR ucciso nel novembre del 1943.

Un inedito di Mario Roffi
(“Ferrara storia”, anno II, numeri 6-7, gennaio-aprile 1997)
Nel 1995 moriva tragicamente Mario Roffi, personaggio quanto mai poliedrico: fu, infatti, politico, traduttore, letterato e attore.
Nel suo ultimo articolo, egli ripercorre gli anni che vanno dal 1948 al 1960, definendoli “La nuova resistenza” per via delle lotte fondamentali che il movimento operaio italiano – guidato in primis dai comunisti, e quindi dai socialisti – ha condotto contro le forze più reazionarie e antidemocratiche, da Portella della Ginestra ai morti di Reggio Emilia.

Giacomo Matteotti e la sua commemorazione del pittore Gaetano Previati
(“Ferrara storia”, anno II, numeri 6-7, gennaio-aprile 1997)
È giusto ricordare Matteotti non solo in quanto vittima del fascismo, ma anche per la sua vita dedita alla politica e all’impegno civile. In particolare, degne di nota sono le sue battaglie contro l’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale.
Egli fu anche un attento osservatore della cultura del suo tempo. Per questo risulta quanto mai significativa la sua commemorazione del pittore ferrarese Gaetano Previati, morto il 21 giugno 1920.

Nei cieli del mondo – Giuseppe Muscardini
(“Ferrara storia”, anno II, numeri 6-7, gennaio-aprile 1997)
Il ferrarese Italo Balbo negli anni dal 1926 al 1933 (anno nel quale lasciò la guida del Ministero dell’Aeronautica) diede un notevole impulso al settore e diffuse i valori dell’eroismo, dell’individualismo e della Patria.
Max Peroli, scomparso a fine anni Ottanta, fu un pilota ferrarese – cresciuto sotto l’influenza carismatica del suo concittadino – che divenne famoso per aver aiutato un gruppo di connazionali assediati dagli Inglesi nella città di Gondar. Fu decorato da Mussolini con la medaglia d’oro al valore Aeronautico, e in seguito ottenne il grado di capitano.

Donne e Resistenza: intervista a Matilde Bassani Finzi – a cura di Anna Maria Quarzi
(“Ferrara storia”, anno II, numeri 6-7, gennaio-aprile 1997)
La protagonista di questa intervista è nata a Ferrara l’8 dicembre 1918 e ha sempre, fin da bambina, “respirato” l’antifascismo all’interno della sua famiglia (suo padre, in particolare, ha avuto serie difficoltà per la sua avversione al regime mussoliniano).
Di famiglia ebrea ma laica, cugina di Eugenio Curiel, ancora giovane ha modo di conoscere personalmente personaggi del calibro di Giorgio Bassani, Alda Costa e Renzo Bonfiglioli. S’inserisce così nel movimento antifascista locale, nel quale svolge inizialmente il ruolo di staffetta, oltre a riuscire, nel ’41, ad aprire la scuola israelitica di via Vignatagliata. Molto duri furono, nel ’43, i mesi passati nelle carceri fasciste.

Storia di “Eva” – Susanna Garuti
(“Ferrara storia”, anno III, numero 10, gennaio-marzo 1998)
“Eva” rappresenta la prima rivista di propaganda socialista in Italia, pensata appositamente per le donne. Fondatrice è Rina Melli, giovane socialista ferrarese, compagna di Paolo Maranini, direttore de La Scintilla.
La rivista – che vede la luce a Ferrara il 16 giugno del 1901 e termina le pubblicazioni a Genova nel 1903 – ha come obiettivo l’emancipazione della donna – soprattutto lavoratrice – nel più ampio contesto di un progetto politico e sociale per l’indipendenza di classe.

L’Astolfo invidiato – Giuseppe Muscardini
(“Ferrara storia”, anno III, numero 10, gennaio-marzo 1998)
Italo Balbo è senza dubbio, per alcuni aspetti, una figura anomala all’interno dell’universo fascista. Basti pensare ad esempio al suo allontanamento dalla guida del Ministero dell’Aeronautica ad opera di Mussolini, geloso del carisma e della fama del gerarca ferrarese; oppure, della sua opposizione all’intervento italiano nel secondo conflitto mondiale e alle leggi razziali.
Questo non toglie nulla alle sue responsabilità – basti pensare ad esempio al suo ruolo negli episodi di squadrismo a Parma e Molinella – ma è giusto ricordarlo anche come produttore e divulgatore culturale di un certo rilievo. Si ricorda, a tal proposito, la sua lettura inaugurale dell’Ottava d’Oro nel 1928, in occasione del quarto centenario della morte di Ludovico Ariosto, e la fondazione del Corriere Padano, attraverso due lettere inedite dello stesso Balbo.

Isa Magrini Ascoli. Una pittrice bassaniana – Antonio P. Torresi
(“Ferrara storia”, anno III, numero 10, gennaio-marzo 1998)
Due dipinti della valente quanto rara attrice Isa Magrini Ascoli sono recentemente apparsi sul mercato. Allieva del portuense Federico Bernagozzi, in queste due opere s’ispira chiaramente al concittadino Gaetano Previati e ad alcune composizioni dannunziane.
La sua vita fu alquanto travagliata: nata in una ricca famiglia ebrea ferrarese, nel 1901 sposa il triestino Giulio Ascoli dal quale ha, nel 1906, una figlia, Lili. Egli, irredentista, muore tragicamente nel sanatorio di Vienna nel 1916 dopo un duro braccio di ferro con le autorità austro-ungariche. Isa invece, durante una fuga con la famiglia dai nazi-fascisti, versola Svizzera, viene catturata dai tedeschi e imprigionata prima a Varese, poi nel campo di raccolta di Fossoli (Modena) e infine nel campo di concentramento di Auschwitz, dove trova la morte.

Ludovico Ticchioni: partigiano a diciassette anni – Davide Guarnieri
(“Ferrara storia”, anno III, numero 10, gennaio-marzo 1998)
Ludovico Ticchioni, partigiano della 35ª brigata Garibaldi “Bruno Rizzieri”, morì sotto i colpi delle Brigate Nere sulla piazza di Codigoro il 14 febbraio 1945. Il padre, generale dell’esercito, lo aveva avvicinato alla passione per la pratica militare e all’antifascismo di stampo liberale. Il 23 settembre del 1944 decide di lasciare la famiglia per unirsi alla lotta partigiana. Il 27 dicembre viene arrestato dagli uomini di Ugo Jannuzzi, capitano comandante il distaccamento di Codigoro della 28ª Brigata Nera “Igino Ghisellini”, gli stessi che lo uccideranno. Il Liceo Classico Ariosto di Ferrara, scuola del Ticchioni, ha voluto ricordarlo con un volume a lui dedicato.

Matteotti Segretario della Camera del Lavoro di Ferrara – Davide Mantovani
(“Ferrara storia”, anno III, numero 11, aprile-giugno 1998)
Le ultime due settimane del mese di gennaio del 1921 Giacomo Matteotti fu Segretario della Camera del Lavoro di Ferrara: fu questo il periodo più drammatico della storia d’Italia e della stessa Ferrara.
Vengono qui analizzati i suoi rapporti tormentati con Giuseppe Gugino, segretario della federazione provinciale del partito e direttore della Scintilla, in particolare per quanto riguarda l’iniziale sottovalutazione della violenza fascista e di cosa rappresentava il fascismo ferrarese, fino alle violenze e ai morti del 1921, e al suo assassinio, avvenuto nel 1924.

Con animo di donna (a cura di Delfina Tromboni e Liviana Zagagnoni, Archivio Storico UDI, Ferrara, 1998) – Davide Mantovani
(“Ferrara storia”, anno III, numero 11, aprile-giugno 1998)
Questo libro – composto di interventi di diverse autrici (Francesca Mellone, Violetta Ferrioli, Marica Peron e Micaela Gavioli) – intende ricordare la partecipazione delle donne ferraresi alla Resistenza.
L’introduzione della curatrice dott.ssa Tromboni inquadra questo lavoro di ricerca e di analisi finalizzato alla trasmissione della memoria fra donne e fra generazioni di donne, all’interno della particolarità e dell’irriducibilità della mentalità femminile, terreno spesso ignorato o frainteso dall’altro sesso.

Archivi ferraresi per la storia del ‘900 – Delfina Tromboni
(“Ferrara storia”, anno III, numero 12-13, luglio-dicembre 1998)
Tra le attività istituzionali dei Servizi di documentazione storica del Comune di Ferrara, da alcuni anni ha assunto ormai una certa rilevanza l’acquisizione sistematica di documenti di interesse locale precedentemente conservati in diversi archivi, sia pubblici sia privati.
I materiali, rigorosamente catalogati, sono a disposizione dei pubblici più svariati. Questa documentazione abbraccia il periodo che va dalla fine dell’Ottocento fino all’immediato secondo dopoguerra. Infine, vengono qui citati alcuni dei fondi e viene compiuta una breve analisi storiografica riguardante l’eccidio del Castello del 15 novembre 1943.

Italo Balbo e il fascismo ferrarese 1920-1922 (di Vincenzo Caputo, C.D.L. Edizioni, Casteggio (PV), 1997, pp.110) – Antenore Frizzi
(“Ferrara storia”, anno III, numeri 12-13, luglio-dicembre 1998)
In questo libro, diversi sono i difetti e gravi le mancanze. Innanzitutto, il fatto che – nonostante il titolo – in realtà non si parli del rapporto tra il gerarca ferrarese e il fascismo locale e che addirittura si parli anche poco e superficialmente dello stesso Balbo.
Infine, critica ancor più grave, si imputa all’autore del libro di usare esclusivamente fonti fasciste per portare avanti un’unica tesi, cioè che la causa del fascismo è stata la violenza dei socialisti, omettendo tra l’altro le violenze degli stessi fascisti.

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1 risposta a ““Ferrara storia”, il fascismo e la Resistenza”

  1. stefano menegatti ha detto:

    Gent.ma Dott.ssa Tromboni,
    sono un ferrarese appassionato di storia. Mi piacerebbe approfondire la storia del fascismo e della resistenza nella zona di Quartesana, Cona e Codrea in quanto i miei nonni erano di quella zona e mi hanno raccontato diverse storie interessanti. mi potrebbe indicare dei libri, raccolte o qualsiasi altro materiale su questo argomento?
    grazie e cordiali saluti

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